Il più famoso, in ordine di tempo, quello occorso a Nicolò Zaniolo, calciatore della Roma, che ha subito due lesioni del LCA ad entrambe le ginocchia, nel giro di 8 mesi dopo il primo evento.
Uno degli studi più recenti condotto dal Centro Studi Isokinetic (Giugno 2020) e pubblicato anche sul British Journal of Sports Medicine, analizza 10 anni (dal 2008 al 2018) di infortuni al crociato in Serie A e Serie B.
I risultati di questo studio ci forniscono 3 informazioni importanti:
– l’88% degli infortuni al legamento crociato anteriore avviene senza un contatto diretto al ginocchio.
Questo esclude quasi totalmente la motivazione del trauma diretto, nonostante il calcio sia uno “sport di contatto”, e pone molti interrogativi su quella che è la prevenzione di questo tipo di infortunio. (N.d.R.)
– Il 67% degli infortuni avviene a seguito di decelerazioni improvvise.
Durante un cambio di direzione o un arresto seguito da ripartenza, il carico che il quadricipite (uno dei muscoli più forti del corpo) genera sull’articolazione del ginocchio è massima. Considerando che il quadricipite è uno dei muscoli che si tende a potenziare di più nel calcio, siamo ancora così sicuri che puntare tutto sul rinforzo muscolare sia così importante? Non sarebbe meglio verificare se questo muscolo oltre ad essere forte è anche elastico e, dettaglio ancora più importante, se è correttamente stabilizzato da quei muscoli che sono deputati a questo compito? (N.d.R.)
– Sembra che la fatica accumulata nel corso della partita non determini un maggiore rischio di infortunio: il 67% degli infortuni avviene nel primo tempo, il 25% nei primi 15 minuti di gioco.
Di conseguenza possiamo escludere che l’infortunio sia dovuto ad una insufficienza di forza e/o alla fatica degli ultimi minuti di gioco, visto che si punta tutto, o quasi, sul potenziamento. (N.d.R.)
Anche la ormai consolidata convinzione che, nel calcio, i carichi di lavoro dovuti agli impegni ravvicinati incidano sugli infortuni, a nostro avviso non “sta in piedi”.
Ci sono sport dove gli atleti professionisti si allenano 6 giorni a settimana per 5 ore al giorno, a volte con doppia seduta. Nel calcio neanche in un mese si fanno così tante ore di allenamento…
Come se non bastasse, questo evento traumatico si verifica con una probabilità maggiore del 30% nelle calciatrici, rispetto ai giocatori di sesso maschile.
La cause principali che si trovano negli studi su questo argomento, vengono imputate a:
– diversa conformità del bacino della donna rispetto all’uomo che risulta più aperto, inclinando così l’asse del femore e aumentando l’angolo Q, provocando un maggiore valgismo del ginocchio;
– un altro fattore importante è legato agli aspetti strutturali con una maggiore mobilità a livello articolare e lassità legamentosa delle donne rispetto agli uomini;
– tuttavia, il maggiore fattore di rischio è quello che viene definito “ginocchio valgo dinamico”, ovvero un eccessivo movimento del ginocchio verso l’interno durante la fase dinamica.
Senza voler sminuire nessuna di queste cause, non si tiene conto del fatto che:
– prima ancora di parlare di varo e di valgo (e quindi del piano frontale) bisogna prima verificare eventuali rigidità delle catene muscolari che ci permettono di muoverci sul piano sagittale, ovvero quel piano dove effettuiamo la maggior parte dei nostri movimenti.
– una persona che è visivamente vara o valga non è detto che lo sia anche a livello delle resistenze muscolari. Un ginocchio visivamente varo può avere delle componenti muscolari del valgo e viceversa. Questo lo si può verificare solo attraverso una serie di prove di mobilità, in sede di valutazione posturale.
Il problema principale, però, resta solo uno.
Nel calcio, la preparazione atletica e la prevenzione degli infortuni, continuano a basarsi su retaggi atavici degli anni ’80. Possono essere cambiati i modi di allenare, negli anni ‘90 la palestra con serie “infinite” di leg extension per rinforzare il quadricipite ed ora l’allenamento funzionale (funzionale sì ma, evidentemente, non per il calcio visto che gli infortuni non accennano a diminuire).
Quello che ancora non si è capito è che sono sbagliati i “concetti” con cui si allenano i calciatori.
Non sempre Forza fa rima con Stabilità… avere un quadricipite da culturista non preserva il ginocchio da eventuali infortuni. Anzi il più delle volte lo espone ad un rischio maggiore.
Per il semplice motivo che non c’è il giusto equilibrio tra il muscolo e l’articolazione su cui si inserisce quel determinato muscolo.
Una cosa è certa, considerando il continuo aumento degli infortuni nel calcio, qualcosa di sbagliato si sta facendo. A meno che non si voglia dare tutte le colpe alla “sfortuna”.
Gli atleti sono il patrimonio più grande di una società e come tali vanno preservati.
Da tempo seguiamo diversi calciatori (e atleti in generale) individualmente nel nostro studio, quando ci sono esigenze specifiche, e collaboriamo con alcune società di calcio (e altri sport) dove strutturiamo una preparazione posturale di gruppo insieme allo staff tecnico della squadra.
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