STRETCHING: FALSI MITI

STRETCHING: FALSI MITI

L’argomento “Stretching” è talmente ampio da risultare difficilmente affrontabile in un solo articolo. Il nostro intento è, innanzitutto, quello di sfatare alcuni falsi miti che, purtroppo ancora oggi, sono radicati nel mondo del fitness e dello sport in generale. Successivamente proveremo a fare chiarezza su questo tema, spiegandovi l’approccio del Canali Postural Method.

Con il termine Stretching (termine inglese che significa “allungamento, stiramento”) si intendono quella serie di esercizi finalizzati al miglioramento della flessibilità muscolare.

E’ vero che lo Stretching va eseguito solo a fine allenamento?

Assolutamente NO! Questo è uno dei falsi miti più comuni. L’allungamento muscolare si può eseguire in qualsiasi momento, sia prima che dopo l’allenamento.

E’ anche vero però che lo stretching può risultare controproducente, solamente in due casi:

  • se eseguito in maniera scorretta. Possiamo garantirvi che la stragrande maggioranza delle persone (e forse anche tu che stai leggendo!) che inseriscono lo stretching nei loro allenamenti non conosce le posizioni per eseguirlo correttamente. Noi del Postural Studio poniamo la massima attenzione nell’esecuzione corretta degli esercizi, cercando di far prendere coscienza al cliente della posizione corretta per eseguirli e di ciò che percepisce.
  • se lo stretching viene inserito al termine di una seduta particolarmente intensa dal punto di vista dei carichi di allenamento di forza. In questo caso le sollecitazioni indotte sulle fibre muscolari rendono sconsigliabile l’esecuzione di esercizi di stretching, o perlomeno, è necessario non forzare l’intensità delle posizioni.

E’ vero che “devo arrivare alla soglia del dolore” quando eseguo gli esercizi?

NO! In generale, raggiungere la soglia del dolore è assolutamente sconsigliato. Questa soglia è un meccanismo di difesa che il nostro organismo mette in atto per preservare l’integrità delle nostre strutture. Oltrepassarla significa aumentare significativamente il rischio di infortunarsi.

C’è differenza tra “stretching” e “posture”?

Sì, le differenze riguardano principalmente due aspetti:

  • Il tempo di esecuzione: nello stretching le posizioni vengono mantenute 20/30 secondi circa mentre le posture si possono tenere anche per diversi minuti.
  • Nello stretching si portano in allungamento solo alcuni distretti muscolari mentre nelle posture si cerca di mettere in tensione tutta la catena cinetica.

Nel Canali Postural Method non si utilizza nessuna di queste due metodologie, ma questo sarà argomento dei prossimi articoli!

Gli esercizi di allungamento sono uguali per tutti?

No! Ognuno deve eseguirlo in base al proprio vissuto motorio e all’attività fisica (o sportiva) che pratica. Per fare un paragone, le esigenze in termini di richiesta di flessibilità e ampiezze di movimento della ginnastica ritmica non potranno mai essere le stesse del calcio. E’ altresì vero che, indipendentemente dal tipo di sport che si sta svolgendo, un atleta con una forte rigidità muscolare avrà più probabilità di incorrere in infortuni rispetto a uno con maggiore mobilità.

Lo stretching riduce il rischio di infortuni?

Assolutamente SI! Chi afferma il contrario è in malafede o semplicemente non conosce i principi che stanno alla base dell’allungamento muscolare.

E’ altresì vero che per avere una reale efficacia nella prevenzione degli infortuni devono essere rispettate alcune condizioni, che sono alla base dell’approccio Canali Postural Method.

Nel prossimo articolo dedicato a questo argomento, vi spiegheremo le differenze tra “stretching” e “tensione neuro-muscolare”, concetto fondamentale del Canali Postural Method.

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