Cos’è una valutazione posturale? Proveremo a spiegarlo in questo articolo!
Per poter applicare questo metodo di riprogrammazione posturale è necessario iniziare con una valutazione del soggetto che permette di capire quali sono i suoi compensi. Inoltre si dovrà analizzare la mobilità articolare e se le attivazioni muscolari, necessarie per svolgere un movimento, sono corrette.
È quindi necessario dividere la valutazione posturale in tre fasi:
– Osservazione posturale oggettiva
– Valutazione delle disponibilità articolari
– Attivazione dei baricentri tecnici
Prima di iniziare si procede con un’anamnesi che permette di fornire un quadro generale sullo stato di salute e i sintomi manifestati. Attraverso questo primo approccio si cerca di individuare quali siano stati gli episodi, i traumi, le operazioni subite, fratture, incidenti, malattie ecc. che hanno prodotto come risultato finale l’insorgere di tensioni, dolori e patologie.
Osservazione posturale oggettiva
Nell’osservazione oggettiva il soggetto viene posizionato in piedi e si osservano i bilancieri muscolari, ovvero se la muscolatura è bilanciata in entrambi i lati. È importante partire dal piano sagittale perché la maggior parte dei movimenti, durante la vita quotidiana, come ad esempio camminare, avviene su questo piano. Sul piano sagittale si valuta la posizione delle braccia rispetto al tronco, delle ginocchia (eventuale ipertensione), della testa rispetto al corpo ecc.
Sul piano frontale invece si osservano, le curve della colonna vertebrale, l’atteggiamento delle ginocchia (varo o valgo) e l’appoggio plantare. Attraverso i punti di repere (spalle, scapole, gabbia toracica, bacino) riusciremo a capire se c’è un lato più debole dell’altro, se uno è più carico e se un arto sopporta più peso.
Valutazione delle disponibilità articolari
La seconda parte della valutazione consiste nel verificare le disponibilità articolari di tre articolazioni principali attraverso una serie di prove di mobilità. Esse sono denominate anche articolazioni starter perché il loro movimento di flessione ed estensione comporta l’attivazione di più strutture muscolari coinvolte sinergicamente.
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l’articolazione tibio-tarsica e la caviglia in generale
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l’articolazione coxo-femorale (bacino)
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il cingolo scapolo-omerale (spalla)
Attivazione dei baricentri tecnici
La terza fase della valutazione è l’attivazione muscolare. A differenza della semplice contrazione, l’attivazione ha lo scopo di essere utilizzata prima di tutto durante la fase statica poiché è strettamente collegata alla mobilità delle articolazioni starter.
Queste zone di attivazione sono chiamate baricentri tecnici e sono le più importanti del nostro corpo, perché insieme alle articolazioni starter sono il fulcro di ogni movimento.
Le attivazioni da esercitare su ogni soggetto, sia durante il test di valutazione sia come allenamento, sono: l’addominale, gli ischiocrurali e i fissatori delle scapole.
Terminata la valutazione posturale avremo un quadro generale sulla persona e saremo in grado di definire un programma di esercizi mirati e personalizzati affinché si riesca a ristabilire il corretto lavoro muscolare. Questo approccio evita che i muscoli e le articolazioni lavorino in modo sproporzionato rispetto alle loro capacità e quindi previene possibili dolori o infortuni causati da sovraccarichi ripetuti nel tempo.
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