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	<title>infortuni Archivi - Postural Studio</title>
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	<description>Palestra ginnastica posturale - Carpi (MO)</description>
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	<title>infortuni Archivi - Postural Studio</title>
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		<title>STRETCHING: FALSI MITI</title>
		<link>https://www.postural-studio.com/stretching-falsi-miti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Postural-studio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 13:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Canali Postural Method]]></category>
		<category><![CDATA[carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Ginnastica Posturale]]></category>
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		<category><![CDATA[postural studio carpi]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione posturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>STRETCHING: FALSI MITI L’argomento “Stretching” è talmente ampio da risultare difficilmente affrontabile in un solo articolo. Il nostro intento è, innanzitutto, quello di sfatare alcuni falsi miti che, purtroppo ancora oggi, sono radicati nel mondo del fitness e dello sport in generale. Successivamente proveremo a fare chiarezza su questo tema, spiegandovi l’approccio del Canali Postural [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>STRETCHING: FALSI MITI</strong></p>
<p>L’argomento “Stretching” è talmente ampio da risultare difficilmente affrontabile in un solo articolo. Il nostro intento è, innanzitutto, quello di <strong>sfatare alcuni falsi miti</strong> che, purtroppo ancora oggi, sono radicati nel mondo del fitness e dello sport in generale. Successivamente proveremo a fare chiarezza su questo tema, spiegandovi l’approccio del Canali Postural Method.</p>
<h3>Con il termine <strong>Stretching</strong> (termine inglese che significa “allungamento, stiramento”) si intendono quella serie di <strong>esercizi finalizzati al miglioramento della flessibilità muscolare.</strong></h3>
<p><u>E’ vero che lo Stretching va eseguito solo a fine allenamento?</u></p>
<p>Assolutamente NO! Questo è uno dei falsi miti più comuni. <strong>L’allungamento muscolare si può eseguire in qualsiasi momento, sia prima che dopo l’allenamento.</strong></p>
<p>E’ anche vero però che lo stretching può risultare controproducente, solamente in due casi:</p>
<ul>
<li>se eseguito in maniera scorretta. Possiamo garantirvi che la stragrande maggioranza delle persone (e forse anche tu che stai leggendo!) che inseriscono lo stretching nei loro allenamenti non conosce le posizioni per eseguirlo correttamente. Noi del Postural Studio poniamo la massima attenzione nell’esecuzione corretta degli esercizi, cercando di far prendere coscienza al cliente della posizione corretta per eseguirli e di ciò che percepisce.</li>
<li>se lo stretching viene inserito al termine di una seduta particolarmente intensa dal punto di vista dei carichi di allenamento di forza. In questo caso le sollecitazioni indotte sulle fibre muscolari rendono sconsigliabile l’esecuzione di esercizi di stretching, o perlomeno, è necessario non forzare l’intensità delle posizioni.</li>
</ul>
<h3><u>E’ vero che “devo arrivare alla soglia del dolore” quando eseguo gli esercizi?</u></h3>
<p><strong>NO!</strong> In generale, <strong>raggiungere la soglia del dolore è assolutamente sconsigliato.</strong> Questa soglia è un meccanismo di difesa che il nostro organismo mette in atto per preservare l’integrità delle nostre strutture. Oltrepassarla significa aumentare significativamente il rischio di infortunarsi.</p>
<h3><u>C’è differenza tra “stretching” e “posture”?</u></h3>
<p>Sì, le differenze riguardano principalmente due aspetti:</p>
<ul>
<li><strong>Il tempo di esecuzione</strong>: nello stretching le posizioni vengono mantenute 20/30 secondi circa mentre le posture si possono tenere anche per diversi minuti.</li>
<li>Nello stretching si portano in allungamento solo alcuni distretti muscolari mentre nelle posture si cerca di mettere in tensione tutta la catena cinetica.</li>
</ul>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nel Canali Postural Method non si utilizza nessuna di queste due metodologie</strong>, ma questo sarà argomento dei prossimi articoli!</span></h3>
<h3><u>Gli esercizi di allungamento sono uguali per tutti?</u></h3>
<p><strong>No! Ognuno deve eseguirlo in base al proprio vissuto motorio e all’attività fisica (o sportiva) che pratica.</strong> Per fare un paragone, le esigenze in termini di richiesta di flessibilità e ampiezze di movimento della ginnastica ritmica non potranno mai essere le stesse del calcio. E’ altresì vero che, indipendentemente dal tipo di sport che si sta svolgendo, un atleta con una forte rigidità muscolare avrà più probabilità di incorrere in infortuni rispetto a uno con maggiore mobilità.</p>
<h3><u>Lo stretching riduce il rischio di infortuni?</u></h3>
<p><strong>Assolutamente SI! Chi afferma il contrario è in malafede o semplicemente non conosce i principi che stanno alla base dell’allungamento muscolare.</strong></p>
<p>E’ altresì vero che per avere una reale efficacia nella prevenzione degli infortuni devono essere rispettate alcune condizioni, che sono alla base dell’approccio Canali Postural Method.</p>
<p>Nel prossimo articolo dedicato a questo argomento, vi spiegheremo le differenze tra “stretching” e “tensione neuro-muscolare”, concetto fondamentale del Canali Postural Method.</p>
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		<title>FASE STATICA: LE FONDAMENTA DEL MOVIMENTO</title>
		<link>https://www.postural-studio.com/fase-statica-le-fondamenta-del-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Postural-studio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 01:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Canali Postural Method]]></category>
		<category><![CDATA[Ginnastica Posturale]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[postura corretta]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per introdurre l&#8217;argomento di questo articolo vogliamo iniziare subito da una domanda: &#8220;Siete sicuri che una preparazione fisica/atletica basata su esercizi prevalentemente dinamici sia efficace?&#8221;. Se considerate l&#8217;elevatissimo numero di infortuni a cui vanno incontro atleti di qualsiasi disciplina sportiva probabilmente già qualche dubbio dovreste averlo. Se però la vostra risposta alla domanda precedente è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per introdurre l&#8217;argomento di questo articolo vogliamo iniziare subito da una domanda: &#8220;Siete sicuri che una preparazione fisica/atletica basata su esercizi prevalentemente dinamici sia efficace?&#8221;. Se considerate l&#8217;elevatissimo numero di infortuni a cui vanno incontro atleti di qualsiasi disciplina sportiva probabilmente già qualche dubbio dovreste averlo.</p>
<p>Se però la vostra risposta alla domanda precedente è comunque “Sì” allora vi proponiamo un altro quesito.</p>
<h3><strong>Da dove si parte per costruire una casa?</strong></h3>
<p>Anche se non siete degli architetti, la stragrande maggioranza di voi risponderà: <strong>“Dalle fondamenta!”</strong>. Giusto? Benissimo!</p>
<p>A questo punto vi chiederete: “Cosa c’entra questa domanda con l’argomento dell&#8217;articolo?”</p>
<p>C’entra eccome! Per costruire una casa sono importanti tante cose: i materiali con cui viene costruita, i muri, il tetto, gli impianti per portare luce, gas ecc… <strong>ma senza le fondamenta la casa sarà instabile e a rischio crollo.</strong></p>
<p>L’importanza che hanno le fondamenta per dare “sostegno alla nostra casa” è la stessa che possiamo trovare con la<strong> fase statica per dare “sostegno ai nostri movimenti”.</strong></p>
<p>La fase statica di cui sto parlando è esattamente quello di cui ci occupiamo noi quotidianamente all’interno del Postural Studio, costruendo le basi per la prevenzione dei traumi da carico iterativo tipici dello sport (tendiniti, infiammazioni, pubalgia, contratture, stiramenti ecc).</p>
<p>A questo punto però vi starete facendo almeno una di queste due domande:</p>
<h3><strong>“Per quale motivo la fase statica è così importante?”</strong></h3>
<h3><strong>“Per quale motivo devo allenare la fase statica se gli sport prevedono quasi esclusivamente gesti dinamici?”</strong></h3>
<p>Proveremo a rispondere a queste domande portando la vostra attenzione su uno dei tanti gesti tecnici che fanno parte del vostro sport preferito.</p>
<p>Provate a visualizzarlo! Può essere il gesto del <strong>tiro in porta nel calcio, della schiacciata nella pallavolo, del dritto nel tennis</strong> e tanti altri… ma anche semplicemente il movimento ciclico degli arti inferiori quando corriamo.</p>
<p>Se ci fate caso, in tutti questi gesti, c’è una fase di “caricamento”, ovvero il gesto inizia da un movimento “breve e limitato” per concludersi in un movimento “ampio e lungo”. Questo serve per accumulare l’energia necessaria per dare la giusta potenza al gesto che vogliamo eseguire. Raggiunta la massima ampiezza si ha un <strong>“attimo” in cui il movimento si interrompe</strong>, quasi come uno scatto fotografico che coglie un momento ben preciso (infatti, se ci fate caso, le fotografie dei grandi campioni colgono proprio questo “attimo” perché è il più caratteristico). Successivamente, l’energia accumulata nella prima fase si esprime nella seconda fase del gesto, in cui la palla viene calciata, colpita, lanciata ecc.</p>
<p>Quell’ <strong>”attimo di statica”</strong> di cui abbiamo parlato è esattamente <strong>la posizione che noi andiamo a ricostruire nei nostri allenamenti di riprogrammazione posturale</strong> per verificare se quella posizione, in quel determinato momento è:</p>
<ul>
<li>Effettivamente stabilizzata da quei muscoli che sono deputati a questo compito.</li>
<li>Supportata dall’azione sinergica delle varie catene muscolari coinvolte.</li>
</ul>
<h3><strong>Perché proprio quell’ “attimo” è importante e non tutte le altre posizioni “intermedie” del gesto?</strong></h3>
<p>Per un motivo molto semplice, ovvero che, se quella posizione in cui viene <strong>richiesta la massima ampiezza del movimento è stabile</strong>, allora lo saranno tutti gli altri angoli “meno ampi” del gesto che stiamo eseguendo.</p>
<p>Quella posizione, quell’attimo, quel momento, costituisce le “fondamenta della nostra casa” per poter svolgere in modo più efficace e sicuro il tuo sport preferito.</p>
<p>Arrivati a questo punto probabilmente avrete un&#8217;ultima domanda, assolutamente lecita.</p>
<p><strong>Quindi nel vostro studio fate svolgere solo ed esclusivamente esercizi statici?</strong></p>
<p>La risposta è: &#8220;No, facciamo anche svolgere esercizi dinamici, ma solamente quando la persona che li esegue ha raggiunto il perfetto grado di stabilità nella fase statica!&#8221;</p>
<h3 align="JUSTIFY">Per maggiori informazioni sui nostri Servizi e per prenotare una valutazione posturale fai click sui seguenti link:</h3>
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		<title>COS’E&#8217; UNA VALUTAZIONE POSTURALE?</title>
		<link>https://www.postural-studio.com/che-cose-una-valutazione-posturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[posturalstudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 09:21:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[anamnesi]]></category>
		<category><![CDATA[Canali Postural Method]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione posturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è una valutazione posturale? Proveremo a spiegarlo in questo articolo! Per poter applicare questo metodo di riprogrammazione posturale è necessario iniziare con una valutazione del soggetto che permette di capire quali sono i suoi compensi. Inoltre si dovrà analizzare la mobilità articolare e se le attivazioni muscolari, necessarie per svolgere un movimento, sono corrette. È quindi necessario dividere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="JUSTIFY"><strong>Cos&#8217;è una valutazione posturale? Proveremo a spiegarlo in questo articolo!</strong></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000; font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;">Per poter applicare questo <strong>metodo di riprogrammazione posturale</strong> è necessario iniziare con una <strong>valutazione del soggetto</strong> che permette di capire quali sono i suoi compensi. Inoltre si dovrà analizzare la mobilità articolare e se le attivazioni muscolari, necessarie per svolgere un movimento, sono corrette.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">È quindi necessario dividere la valutazione posturale in tre fasi:</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">&#8211; </span><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt; text-decoration: underline;">Osservazione posturale oggettiva</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">&#8211; </span><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt; text-decoration: underline;">Valutazione delle disponibilità articolari</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">&#8211; </span><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt; text-decoration: underline;">Attivazione dei baricentri tecnici</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Prima di iniziare si procede con un&#8217;<strong>anamnesi</strong> che permette di fornire un quadro generale sullo stato di salute e i sintomi manifestati. Attraverso questo primo approccio si cerca di individuare quali siano stati gli episodi, i traumi, le operazioni subite, fratture, incidenti, malattie ecc. che hanno prodotto come risultato finale <strong>l’insorgere di tensioni, dolori e patologie</strong>.</p>
<h3 align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 14pt;">Osservazione posturale oggettiva</span></strong></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">Nell’osservazione oggettiva il soggetto viene posizionato in piedi e si osservano i <strong>bilancieri muscolari</strong>, ovvero se la muscolatura è bilanciata in entrambi i lati. È importante partire dal piano sagittale perché la maggior parte dei movimenti, durante la vita quotidiana, come ad esempio camminare, avviene su questo piano. Sul piano sagittale si valuta la posizione delle braccia rispetto al tronco, delle ginocchia (eventuale ipertensione), della testa rispetto al corpo ecc.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">Sul piano frontale invece si osservano, le <strong>curve della colonna vertebrale</strong>, l&#8217;atteggiamento delle ginocchia (varo o valgo) e l&#8217;appoggio plantare. Attraverso <strong>i punti di repere</strong> (spalle, scapole, gabbia toracica, bacino) riusciremo a capire se c&#8217;è un lato più debole dell&#8217;altro, se uno è più carico e se un arto sopporta più peso.</span></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Valutazione delle disponibilità articolari</span></strong></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">La seconda parte della valutazione consiste nel verificare le <strong>disponibilità articolari</strong> di tre articolazioni principali attraverso una serie di <strong>prove di mobilità</strong>. Esse sono denominate anche <i>articolazioni starter</i> perché il loro movimento di flessione ed estensione comporta l’attivazione di più strutture muscolari coinvolte sinergicamente.</span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif; text-decoration: underline;">l’articolazione tibio-tarsica e la caviglia in generale</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif; text-decoration: underline;">l’articolazione coxo-femorale (bacino)</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif; text-decoration: underline;">il cingolo scapolo-omerale (spalla)</span></span></p>
</li>
</ol>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Attivazione dei baricentri tecnici</span></strong></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">La terza fase della valutazione è l’<strong>attivazione muscolare.</strong> A differenza della semplice contrazione, l’attivazione ha lo scopo di essere utilizzata prima di tutto durante la <strong>fase statica</strong> poiché è strettamente collegata alla mobilità delle <em>articolazioni starter</em>.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">Queste zone di attivazione sono chiamate <i>baricentri tecnici</i> e sono le più importanti del nostro corpo, perché insieme alle <em>articolazioni starter</em> sono il fulcro di ogni movimento.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000; font-size: 12pt;">Le attivazioni da esercitare su ogni soggetto, sia durante il test di valutazione sia come allenamento, sono: l’<strong>addominale</strong>, gli <strong>ischiocrurali</strong> e i <strong>fissatori delle scapole</strong>.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: medium;">Terminata la valutazione posturale avremo un quadro generale sulla persona e saremo in grado di definire un </span><strong style="color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;">programma di esercizi </strong><span style="color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="caret-color: #000000;"><b>mirati e personalizzati</b></span></span><span style="color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: medium;"> affinché si riesca a ristabilire il corretto lavoro muscolare. Questo approccio evita che i muscoli e le articolazioni lavorino in modo sproporzionato rispetto alle loro capacità e quindi </span><strong style="color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;">previene possibili dolori</strong><span style="color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: medium;"> o infortuni causati da sovraccarichi ripetuti nel tempo.</span></p>
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